Botta e risposta a suon di post tra Enzo Bianco e Salvo Pogliese

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Botta e risposta a suon di post tra Enzo Bianco e Salvo Pogliese.

Una disputa nata domenica mattina con un post del ex sindaco di Catania Enzo Bianco che a quanto pare non avrebbe gradito l’intervento messo in opera dall’attuale amministrazione comunale nella rotatoria di San Nullo. E che dunque chiede il parere ai suoi follower.

Enzo Bianco:

«Mi sono trovato a passare, per caso, dalla nuova rotatoria di San Nullo, sulla circonvallazione di Catania. Osservando questo cumulo ho subito pensato a materiale di risulta messo da parte da qualcuno per essere smaltito. Come spesso accade quando si completano lavori di questo tipo. Mancanza di senso civico, ho pensato subito! E invece ho scoperto che si tratterebbe di una riproduzione “artistica” della nostra amata “Montagna”. Va bene che “de gustibus non est disputandum”, però…
Sono rimasto davvero spiazzato. 
E voi, cosa ne pensate?  
Vi piace?».

Botta e risposta a suon di post tra Enzo Bianco e Salvo Pogliese

Salvo Pogliese:

Non tarda ad arrivare la risposta del primo cittadino Salvo Pogliese. Il quale sottolinea che il rifacimento della rotonda, finanziata da privati, non ha intaccato sulle casse del Comune di Catania. 

Anzi, Pogliese rincara la dose invitando a tacere chi ha contribuito al dissesto “sperperando soldi per una fontana non bellissima”.

«Leggo con grande attenzione e altrettanto rispetto i punti di vista sul rifacimento della rotatoria di via San Nullo e ci tengo a fare alcune riflessioni.

Quella rotatoria da quindici anni era spoglia, incolta, ricettacolo di rifiuti di ogni sorta. 

Era meglio lasciarla in quello stato? 

Il “cumulo” di pietre che riproduce il nostro Vulcano a qualcuno non piace?

Legittimo. Ma quelle “pietre” sono frutto di un meticoloso lavoro artigianale che va comunque rispettato perché donato gratuitamente. 

Abbiamo piantumato oltre 60 tra alberi e piante che quando cresceranno, domineranno quello spazio. Creando un altro piccolo polmone verde dove prima c’era una discarica a cielo aperto.

Ho grande rispetto dei cittadini e faccio tesoro delle loro critiche, sia quelle in buona fede che quelle frutto di preconcetti. Le accetto.

Una cosa fatemela dire, però: le critiche che non posso accettare sono quelle di chi, come l’ex senatore ed ex sindaco Bianco, ha SPERPERATO (solo per fare un esempio) quasi un milione di euro di SOLDI DEL COMUNE DI CATANIA per una fontana “non bellissima”. Sottraendoli in parte ai fondi per la realizzazione delle piste ciclabili.

La rotatoria di San Nullo, come tutte quelle realizzate in questi mesi, è costata ZERO EURO al Comune di Catania. Grazie a un accordo di sponsorizzazione voluto da noi e messo in pratica da privati lungimiranti e amanti della cosa pubblica. C’È UN LIMITE A TUTTO. 

Chi ha la responsabilità di “aver contribuito al verificarsi del dissesto”, di cui i catanesi pagano amare conseguenze, dovrebbe avere almeno il buon gusto di TACERE. Evitando di dare improbabili lezioni sulla gestione della città.

Si goda gli agi del “meritato” riposo e, a tempo perso, partecipi a qualche riunione di Consiglio Comunale (dove risulta recordman assoluto di assenze).

Buona domenica!».

Botta e risposta a suon di post tra Enzo Bianco e Salvo Pogliese

 

(Leggi anche le altre news di ATTUALITA’).

Enzo Bianco:

Ma l’ex sindaco Bianco non incassa il colpo. E difendere a spada tratta la sua amata fontana. E parlando di un centrodestra che a suo dire sarebbe culturalmente “confuso”.

«Il grezzo piace molto all’attuale amministrazione comunale. 

Grezzo (e pericoloso) doveva restare il muro del Tondo Gioeni, con le radici dei viticci soprastanti bene in vista. 

E grezza è l’installazione di pietre nella rotatoria di San Nullo. 

In fondo la cultura di centrodestra mostra spesso segni di confusione sia a livello estetico sia a livello letterario. 

Pochi giorni fa, ad esempio è stato celebrato Tolkien, l’autore del Signore degli Anelli. 

Tra i più convinti sostenitori c’è il sindaco Salvo Pogliese, che lo considera uno scrittore a lui affine. Ignorando il fatto che in realtà fosse un cattolico ambientalista, quindi certamente non uomo di destra e neppure conservatore. 

Ed il nemico a Est non erano i sovietici, bensì la trasfigurazione fantastica della Prima Guerra Mondiale. 

Solo un piccolo esempio di come, chi legge solo Guenon, Evola e Gurdjieff (se realmente li legge), a volte abbia veramente le idee eufemisticamente poco chiare. 

Ma per certe persone, impegnate a governare 18 ore al giorno, come lui sostiene, qualche lacuna è comprensibile e, forse, scusabile. 

Vi ricordate Sant’Ambrogio di Giuseppe Giusti? 

Nella seconda strofa si parla “di quel tal Sandro, autor d’un romanzetto ove si tratta di Promessi Sposi… Eccellenza, non l’ha letto? Ah, intendo; il suo cervel, Dio lo riposi, in tutt’altre faccende affaccendato, a questa roba è morto è sotterrato”.

Non c’era da aspettarsi quindi che la Fontana del Tondo Gioeni piacesse ad alcuni. Poiché segue la tradizione urbanistica e architettonica di Catania. Con gli elementi tipici degli arredi urbani del Novecento attraverso l’utilizzo di materiali di provenienza siciliana. Come la pietra lavica, la pietra bianca di Comiso, la pietra rosa di Custunaci. 

È dura sperare di ragionare liberi da impalcature ideologiche e da strumentalizzazioni politiche.

Ed è troppo, lo comprendiamo, conoscere la storia della nostra città meglio della dislocazione delle sezioni elettorali. 

Per tale motivo voglio superare le chiare difficoltà a comprendere l’ostico aspetto storico-artistico della Fontana realizzata al Tondo Gioeni. 

E mi concentro, invece, sul fatto che si è trattato fondamentalmente di un INTERVENTO DI MESSA IN SICUREZZA di quel luogo. Relativo a una cascata molto pericolosa che si creava in caso di evento piovoso e che si doveva fare in ogni caso con fondi comunali. 

Per tale motivo 200 mila euro sono serviti a canalizzare le acque per portarle dentro le fognature. 

Il resto dei soldi spesi, 794 mila euro, erano il residuo di un mutuo fatto con la Cassa Depositi e Prestiti dall’allora sindaco, Raffaele Stancanelli, un’opera meritoria della quale bisogna dare atto. 

Botta e risposta a suon di post tra Enzo Bianco e Salvo Pogliese

 

Questo denaro non poteva essere usato per pagare debiti o stipendi, ma per fare investimenti e opere pubbliche.

Qualcuno ha anche voluto strumentalizzare la vicenda per far passare un messaggio che non corrisponde alla realtà. Tirando in ballo l’impiego dei fondi destinati alla costruzione di infrastrutture ciclabili. 

Per queste, ottenemmo un finanziamento comunitario assai più consistente con uno stanziamento ad hoc!

Catania, così, ha finalmente visto e completato questo suo rappresentativo ingresso urbano, pensato e fortemente voluto, sul finire del XVIII secolo, dal cavaliere Giuseppe Gioeni, da cui prese il nome. 

Riprendendo il progetto dell’architetto comunale Sebastiano lttar, stampato a Parigi nel 1832, si rese necessario provvedere a una nuova soluzione urbanistico-architettonica dell’area. 

La soluzione funzionale ed estetica che fu realizzata, oltre ad avere funzione di messa in sicurezza del pesante muraglione in calcestruzzo armato di contenimento del terrapieno, lungo oltre 200 metri e con un’altezza media di 7,00, che, ormai privo della controspinta del ponte, rischiava di crollare pericolosamente, ha eliminato il triste e amorfo fondale prospettico sia per il Tondo stesso che per la via Etnea. 

E il progetto, con un giardino verticale tra i più grandi d’Italia, ha avuto riconoscimenti significativi da importanti riviste specializzate. 

Sinceramente dubito che arriveranno alla rotonda di San Nullo…».

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E adesso, cosa accadrà tra Enzo Bianco e Salvo Pogliese? Staremo a vedere….

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