Parto cesareo: “impotenza”, fiducia, ripresa. Il taglio della vita

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Parto cesareo: “impotenza”, fiducia, ripresa. Il taglio della vita.

Abbiamo parlato nel precedente articolo del parto naturale: le gioie, i dolori e i momenti unici che caratterizzano la nascita di una nuova vita.

Ma poiché, oltre al parto spontaneo, ho avuto “l’onore” di provare anche l’esperienza del cesareo (qui non ci facciamo mancare nulla…), ho deciso di parlarvi anche di questo intervento chirurgico fonte di vita.

Innanzitutto saprete sicuramente che il taglio cesareo può essere un’operazione già programmata oppure urgente e improvvisa.

Quando è un’operazione programmata, la mamma sa in pratica il giorno in cui nascerà suo/a figlio/a. Decide lei insieme al ginecologo la data. Sistema il suo borsone nell’assoluta tranquillità.

So di mamme che il giorno prima sono andate dal parrucchiere a farsi belle. E il giorno prefissato vanno tranquillamente a fare il taglio cesareo. A parte gli scherzi, non si è mai davvero tranquille. Ma sicuramente con un parto cesareo programmato non sono previsti “traumi”.

Invece quando il parto cesareo è urgente le cose non vanno così…

Si lo so, vi starete domandando: come sarà stato per il nostro direttore?

Naturalmente parto cesareo urgente e improvviso!

E vi assicuro che non c’è niente di più scioccante che recarsi in ospedale/ clinica convinti di partorire naturalmente e ritrovarsi invece in sala operatoria.

(Leggi anche le altre news della rubrica ESSEreMamme).

Parto cesareo, spieghiamo cos’è tecnicamente:

Si tratta appunto di un vero e proprio intervento chirurgico che permette il parto tramite estrazione del feto da un’apertura, ottenuta appunto chirurgicamente, nelle pareti addominale e uterina.

(Vi consiglio dopo qualche mese di fare molti addominali, visto che la parte sarà praticamente “morta”…).

Ma andiamo avanti.

Ovviamente il parto cesareo viene effettuato tramite anestesia, in quanto appunto si tratta di un’operazione a tutti gli effetti.

Parto cesareo. Solitamente le condizioni che favoriscono il ricorso al taglio sono:

  • età superiore a 35 anni
  • precedenti esperienze di cesareo
  • gravidanza gemellare
  • presentazione podalica o di spalla
  • peso fetale stimato superiore a 4000 g o inferiore a 2500 g
  • sofferenza fetale
  • placenta previa o distacco di placenta
  • infezioni materne, patologie cardiovascolari, respiratorie, renali, diabete e altre

In generale, si fa parto cesareo quando il parto per via vaginale è impossibile o presenta rischi (per la madre o il bambino).

Il taglio cesareo inizia quindi, dopo l’effettuazione dell’anestesia, con l’incisione, che può essere di diversi tipi. (Non entriamo nello specifico, non voglio sconvolgere le future mamme… tranquille che non vedrete né sentirete nulla!)

Dopo le varie incisioni all’interno del vostro bel pancione, si estrae il bambino/a. E, dopo la chiusura con i punti, il gioco è finito.

Bene. Prima della parentesi “tecnica”, vi ho parlato del taglio cesareo programmato. Lasciando in sospeso il parto cesareo urgente.

Care mamme, vi assicuro che non è facile, ma si sopravvive.

Come nel mio caso, spesso accade dunque di recarsi in ospedale perché “è arrivato” il momento. Quindi, spesso ci sono le contrazioni. E ancora, spesso c’è la dilatazione. Spesso ci si ritrova in partica in sala parto pronti per il naturale, ma qualcosa va storto e vi catapultano in sala operatoria.

Ed è lì che arriva il taglio… E quindi, avrete l’onore di fare 2 parti in 1! (Che bellezza!).

Nel titolo ho scritto “impotenza”:

Sì, perché sarete già stanche, sarete deluse. Vi sentirete insicure. Vi posso assicurare che vi sentirete anche “impotenti”. E anche un po’ in colpa per non essere riuscite a “terminare”. In colpa perché vi farà male tutto e nel momento in cui l’anestesia fa effetto sentirete una sensazione di calore e di benessere. E poi, avrete paura. Paura dell’anestesia, paura che qualcosa vada storto perché siete consapevoli che se all’improvviso state facendo un cesareo è perché qualcosa è davvero andato storto.

Poi ho scritto fiducia:

Perché vi fiderete. Vi fiderete del vostro ginecologo, dei medici, delle ostetriche e di chi in quel momento vi sta aiutando. Contemporaneamente avrete la sensazione che il “lavoro” lo stiano facendo gli altri e non voi. Forse tecnicamente è così. Ma non si è meno mamme se si ricorre al parto cesareo. Ricordatevelo.

E finalmente vedrete il vostro/a bambino/. Purtroppo, rispetto a naturale, vi dico che non avrete la fortuna di tenerlo addosso tra le braccia. Vi poggeranno la sua guancia con la vostra. E sentirete una sensazione di amore profondo incredibile.

Infine c’è la ripresa:

Allora care mamme, vi dico già che è lenta rispetto al naturale. Le prime 24 ore starete coricate e immobili, con catetere, flebo, senza acqua, cibo.

Poi vi faranno alzare. E inizierete a sentire dolori molto forti, immaginerete di non essere più in grado di alzarvi dal letto da sole. (Ma ci riuscirete!).

Per giorni e giorni farete punture di eparina. Pulirete la ferita. Metterete poi creme. Sentirete parti “morte”. Ma passerà. Ad un certo punto care mamme passerà.

Passerà anche la paura e quella sensazione di aver sbagliato voi. Di non essere state in grado di partorire naturalmente.

E guarderete quella ferita con altri occhi. Ricordando che da lì, da quel taglio è uscita la vita.

Ve lo ripeto: non si è meno mamme se fate il parto cesareo. Ricordatevelo.

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